Riporto di seguito un breve commento di una lettrice a proposito di una messa a punto che diceva di insistere quando si presentano gli ostacoli.
"Ho letto la nota quotidiana sugli obiettivi, come il solito l'ho trovata interessante e vera, però non avevo mai considerato il fatto di insistere se lo sforzo appare eccessivo. Devo pensarci su..."
Siccome offre uno spunto interessante, voglio condividere con te la mia risposta:
Non ti so dire perché, ma pare proprio che un modo sicuro per sapere se stai perseguendo l'obiettivo giusto è verificare che non sia troppo facile, anzi. Forse avrai sentito parlare di Randy Pausch, quel professore americano morto di cancro qualche mese fa. Ha passato l'ultimo anno della sua vita in giro per le Università americane a dare lezioni di vita (è anche uscito un suo libro postumo e comunque ci sono bei filmati su internet, su Youtube, su questi seminari, anche con traduzione in italiano: vale la pena dare un'occhiata). Bene, Pausch diceva che gli ostacoli hanno un loro scopo preciso: sono lì per aiutarci a capire quanto sia veramente per noi importante il nostro obiettivo!
Concordo in pieno!
Ma forse il tuo dubbio è un altro: come faccio a distinguere tra perseveranza e ostinazione? Dico bene? Entrambi si focalizzano sull'obiettivo, ma l'approccio è diverso. L'ostinato insiste su un'unica strategia: naturalmente, se la strategia è sbagliata, continuerà ad ottenere sempre gli stessi risultati negativi e sta perdendo tempo. Il perseverante, invece, è disponibile a cambiare strategia quando non ottiene i risultati sperati. Quando ti poni un obiettivo, devi solo accertarti di due cose per sapere se vale la pena perseguirlo: che sia frutto di un profondo desiderio e che sia etico. Accertato questo, vai, procedi con un senso di fede e di certezza: presto le difficoltà spariranno.
mercoledì 19 novembre 2008
martedì 18 novembre 2008
Sii all'altezza!
Molte persone si chiedono perché hanno problemi a comunicare. La comunicazione è fatta di tre aspetti fondamentali: uno scopo, cioè deve avere una finalità; la tecnica, cioè esistono modi di porti con l'altro (linguaggio verbale, non verbale, rapport, ecc.); e un'emotività , cioè il tipo di rapporto che hai con l'altra persona. Se uno di questi tre aspetti viene disatteso, la comunicazione ne soffre.
Tuttavia, io ritengo che l'ultimo aspetto, quello emozionale, sia quello più importante. Se io mi sento al di sopra o al di sotto del mio interlocutore, non esiste una vera comunicazione: la comunicazione funziona solo se si sta parlando fra "simili". La maggior parte dei conflitti avviene per questo motivo: il padre che parla al figlio dall'alto del suo ruolo, ovvero un dipendente che parla al suo capo dal basso della sua posizione.
Fai mente locale sui rapporti conflittuali nella tua vita e sulla posizione che stai occupando nei confronti dell' altro. Cosa puoi fare per rendere la tua comunicazione "alla pari"?
Tuttavia, io ritengo che l'ultimo aspetto, quello emozionale, sia quello più importante. Se io mi sento al di sopra o al di sotto del mio interlocutore, non esiste una vera comunicazione: la comunicazione funziona solo se si sta parlando fra "simili". La maggior parte dei conflitti avviene per questo motivo: il padre che parla al figlio dall'alto del suo ruolo, ovvero un dipendente che parla al suo capo dal basso della sua posizione.
Fai mente locale sui rapporti conflittuali nella tua vita e sulla posizione che stai occupando nei confronti dell' altro. Cosa puoi fare per rendere la tua comunicazione "alla pari"?
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lunedì 17 novembre 2008
Parla alla persona che hai davanti
La prima regola della comunicazione persuasiva è quella di parlare alla e della persona che hai davanti, ma soprattutto, lasciarla parlare di sé, magari facendole delle domande che la inducano ad aprirsi. Diciamo le cose come stanno: ognuno di noi è la persona più importante del mondo per noi stessi e quando troviamo qualcuno che sembra genuinamente interessato a noi, beh, è straordinario, non trovi?
Ma cosa c'entra, questo, con la persuasione, ti chiederai? Dimmi, chi sarai più disposto a seguire: chi continua a parlarti di sé o chi, invece, è interessato a te? Quasi una domanda retorica, eppure, ci casca la maggior parte della gente. Se vuoi persuadere una persona ad agire in un certo modo, lei deve sentire che lo sta facendo per se stessa, non per te, ed avrà questa sensazione solo se si fiderà di te e si fiderà di te solo se vede che tu sei interessato a lei.
Falle presente i benefici che avrà, non parlandole in senso generico, ma di ciò che lei otterrà facendo determinate scelte. Non dirle, ad esempio, "La gente che va in montagna gode di buona salute", ma piuttosto "La montagna ti farà sentire rigenerato e pieno di energia!".
La persuasione è la capacità di indurre una persona ad agire per il suo beneficio.
Ma cosa c'entra, questo, con la persuasione, ti chiederai? Dimmi, chi sarai più disposto a seguire: chi continua a parlarti di sé o chi, invece, è interessato a te? Quasi una domanda retorica, eppure, ci casca la maggior parte della gente. Se vuoi persuadere una persona ad agire in un certo modo, lei deve sentire che lo sta facendo per se stessa, non per te, ed avrà questa sensazione solo se si fiderà di te e si fiderà di te solo se vede che tu sei interessato a lei.
Falle presente i benefici che avrà, non parlandole in senso generico, ma di ciò che lei otterrà facendo determinate scelte. Non dirle, ad esempio, "La gente che va in montagna gode di buona salute", ma piuttosto "La montagna ti farà sentire rigenerato e pieno di energia!".
La persuasione è la capacità di indurre una persona ad agire per il suo beneficio.
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venerdì 14 novembre 2008
Mira alla pancia, non alla testa
Vedo ed ascolto venditori in continuazione - e certamente anche tu -, ma sembrano fatti con lo stampino. Si mettono lì e cominciano a lodare e a declamare quant'è bello e quant'è fico il loro prodotto o servizio. Sciorinano dati, caratteristiche, qualità e, naturalmente, la convenienza economica: come resistere all'affare del secolo?
Se anche tu hai lo stesso approccio alla vendita, sono contento che tu mi stia leggendo, perché sto per darti la formula magica della vendita, che ne dici? Allora...
1. Parla di meno e quel poco solo per fare domande
2. Ascolta di più
3. Colpisci allo stomaco
Quello che fugge alla consapevolezza di molti venditori è che al cliente, del loro prodotto o servizio, non gliene può fregar di meno... nemmeno se glielo regalano! Nella vendita, il focus non è il prodotto, ma ciò che il cliente prova a proposito del prodotto. Ma come posso sapere quali stati emozionali sta cercando il cliente se sono sempre io a parlare? Ricordati la regola d'oro della vendita e cioè che non è mai il venditore a vendere, ma è il cliente che compera.
Solo dopo aver ascoltato attentamente il cliente e capito quali siano le sue più profonde esigenze emozionali puoi colpirlo allo stomaco e solo allora ci sarà una reazione: non può rifiutare ciò che egli stesso cerca.
Se anche tu hai lo stesso approccio alla vendita, sono contento che tu mi stia leggendo, perché sto per darti la formula magica della vendita, che ne dici? Allora...
1. Parla di meno e quel poco solo per fare domande
2. Ascolta di più
3. Colpisci allo stomaco
Quello che fugge alla consapevolezza di molti venditori è che al cliente, del loro prodotto o servizio, non gliene può fregar di meno... nemmeno se glielo regalano! Nella vendita, il focus non è il prodotto, ma ciò che il cliente prova a proposito del prodotto. Ma come posso sapere quali stati emozionali sta cercando il cliente se sono sempre io a parlare? Ricordati la regola d'oro della vendita e cioè che non è mai il venditore a vendere, ma è il cliente che compera.
Solo dopo aver ascoltato attentamente il cliente e capito quali siano le sue più profonde esigenze emozionali puoi colpirlo allo stomaco e solo allora ci sarà una reazione: non può rifiutare ciò che egli stesso cerca.
giovedì 13 novembre 2008
Il potere dell'interdipendenza
Una delle prime cose che ho imparato, per quanto riguarda la crescita personale, è che esistono tre fasi di crescita. Esiste una fase di dipendenza, dove mi affido ad altri per trovare risposte e soluzioni; quindi si passa alla fase di indipendenza, dove credo di avere tutte le risposte e soluzioni; ed infine si giunge (non necessariamente, purtroppo) alla fase di interdipendenza , dove risposte e soluzioni emergono dalla condivisione ed il lavoro di squadra.
Anche l'umanità ha fatto questo percorso. Dapprima, una totale dipendenza dalle forze della natura, divinità, religioni, ecc.; l'avvento della scienza e della tecnologia, poi, ci ha liberati da certi condizionamenti, inducendoci a credere che il nostro destino è unicamente nelle nostre mani; ed ora, sta riscoprendo una nuova spiritualità, un nuovo rapporto con il Divino, basato non tanto sul rispetto di norme e dottrine, ma sul profondo desiderio di un rapporto autentico, quasi "paritario".
Il mondo del lavoro sta anch'esso cambiando profondamente. Fino a circa il diciottesimo secolo, c'erano pochissimi ricchi possidenti, spesso aristocratici, da cui la massa di poveri dipendendeva per lavorare; con l'avvento dell'Illuminismo, nonché delle Rivoluzioni Francese e Americana, il concetto di lavoro è cambiato profondamente e tutti hanno cominciato a diventare più indipendenti, creando però anche competizione ed egocentrismo. Oggi, le cose stanno cambiando nuovamente ed il vecchio modello non funziona più.
Oggi il successo è fortemente legato alla capacità di creare gruppi e di interagire, condividere; il concetto stesso di concorrenza è legato alla capacità di unirsi (un bel paradosso, non trovi?), per cui anche le grandi realtà si fondono anziché separarsi. "Piccolo è bello " è ormai uno slogan da nostaligici che hanno perso contatto con la realtà. L'interdipendenza, anche nel business è la chiave ultima del successo.
Anche l'umanità ha fatto questo percorso. Dapprima, una totale dipendenza dalle forze della natura, divinità, religioni, ecc.; l'avvento della scienza e della tecnologia, poi, ci ha liberati da certi condizionamenti, inducendoci a credere che il nostro destino è unicamente nelle nostre mani; ed ora, sta riscoprendo una nuova spiritualità, un nuovo rapporto con il Divino, basato non tanto sul rispetto di norme e dottrine, ma sul profondo desiderio di un rapporto autentico, quasi "paritario".
Il mondo del lavoro sta anch'esso cambiando profondamente. Fino a circa il diciottesimo secolo, c'erano pochissimi ricchi possidenti, spesso aristocratici, da cui la massa di poveri dipendendeva per lavorare; con l'avvento dell'Illuminismo, nonché delle Rivoluzioni Francese e Americana, il concetto di lavoro è cambiato profondamente e tutti hanno cominciato a diventare più indipendenti, creando però anche competizione ed egocentrismo. Oggi, le cose stanno cambiando nuovamente ed il vecchio modello non funziona più.
Oggi il successo è fortemente legato alla capacità di creare gruppi e di interagire, condividere; il concetto stesso di concorrenza è legato alla capacità di unirsi (un bel paradosso, non trovi?), per cui anche le grandi realtà si fondono anziché separarsi. "Piccolo è bello " è ormai uno slogan da nostaligici che hanno perso contatto con la realtà. L'interdipendenza, anche nel business è la chiave ultima del successo.
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mercoledì 12 novembre 2008
Dimmi come impegni il tuo tempo e ti dirò chi sei
Come ho già avuto spesso modo di dire, individuare un obiettivo e, peggio ancora, una finalità nella propria vita, è una delle difficoltà più grosse che le persone incontrano. Dicono che non sanno cosa sia... o almeno, non lo sanno a livello cosciente. Ma la mente inconscia lo sa, eccome, e te lo rivela in continuazione.
In che modo? Attraverso il tempo.
Noi tutti, in fondo, sappiamo che il tempo è la nostra risorsa più importante e, senza saperlo, lo impegnamo in ciò che ha maggiore priorità, per noi. Il problema sorge quando ciò che VOGLIAMO fare cozza con quello che DOVREMMO fare, perché alla fine, ciò che vogliamo fare prevale sempre su ciò che dovremmo fare... e questo ci incasina di brutto.
Tipico esempio è quando la moglie accusa il marito di non essere mai a casa, che lavora troppo e lui risponde che lo sta facendo per la famiglia. BALLE! Se uno lavora più di quanto dovrebbe e sacrifica il tempo da trascorrere con la famiglia è perché il lavoro è per lui più importante della famiglia, punto. Ma siccome sa che passare più tempo con la famiglia è ciò che dovrebbe fare, deve trovare una giustificazione per poter fare ciò che vuole veramente fare.
Non dire mai che non hai tempo per fare quello che dovresti fare. Piuttosto, chiediti perché preferisci fare altro, perché è lì che troverai la risposta all'eterna domanda: cosa è veramente importante per me? Ti aiuterà a fare chiarezza ed a fare scelte consapevoli nella tua vita.
In che modo? Attraverso il tempo.
Noi tutti, in fondo, sappiamo che il tempo è la nostra risorsa più importante e, senza saperlo, lo impegnamo in ciò che ha maggiore priorità, per noi. Il problema sorge quando ciò che VOGLIAMO fare cozza con quello che DOVREMMO fare, perché alla fine, ciò che vogliamo fare prevale sempre su ciò che dovremmo fare... e questo ci incasina di brutto.
Tipico esempio è quando la moglie accusa il marito di non essere mai a casa, che lavora troppo e lui risponde che lo sta facendo per la famiglia. BALLE! Se uno lavora più di quanto dovrebbe e sacrifica il tempo da trascorrere con la famiglia è perché il lavoro è per lui più importante della famiglia, punto. Ma siccome sa che passare più tempo con la famiglia è ciò che dovrebbe fare, deve trovare una giustificazione per poter fare ciò che vuole veramente fare.
Non dire mai che non hai tempo per fare quello che dovresti fare. Piuttosto, chiediti perché preferisci fare altro, perché è lì che troverai la risposta all'eterna domanda: cosa è veramente importante per me? Ti aiuterà a fare chiarezza ed a fare scelte consapevoli nella tua vita.
martedì 11 novembre 2008
Guardati dai SINAP!
Nella messa a punto di ieri, accennavo al fatto che i cinque impedimenti al raggiungimento degli obiettivi meritassero maggiore approfondimento e - perché aspettare? - voglio iniziare da subito. Il primo impedimento sono le influenze esterne che ti convincono che il tuo obiettivo sia stupido o irrealizzabile.
Forse non sei cosciente del fatto che il nostro pianeta è abitato da strane entità che hanno la capacità di appropriarsi del corpo delle persone che ci sono più care e vicine. Sono creature viscide, capaci solamente di giudicare, sparare sentenze, buttare negatività, insinuare dubbi: sono chiamati SINAP (Soggetti ad Influenza Negativa su Altre Persone).
I nostri cari vogliono solamente il meglio per noi, vogliono che abbiamo tutto dalla vita e quando ci sentono condividere i nostri sogni e i nostri obiettivi, vorrebbero darci tutto il loro sostegno ed incoraggiamento; ma proprio in quel momento, si attiva il SINAP che è in loro, si impadroniscono della loro mente e tutto ciò che esce dalla loro bocca è negatività, giudizio, stroncamento su tutti i fronti.
I SINAP hanno straordinarie capacità intellettive e sono bravissimi ad argomentare le loro posizioni, facendo spesso ricorso al ricatto morale ed ai sensi di colpa, fino al punto da indurci a mettere in dubbio i nostri sogni.
Un pò come nel film "Invasione degli Ultracorpi", quello è il momento in cui si insinuano nel nostro corpo, dove rimangono dormienti: o fino a quando non cerchiamo di realizzare altri obiettivi - a quel punto siamo autonomi e siamo in grado di distruggerceli da soli, senza l'intervento dei nostri cari -; oppure fino a quando un nostro caro cercherà in noi un sostegno per realizzare un suo progetto: allora daremo tutto il peggio di noi!
Nessuno può dirsi al riparo dai SINAP e una volta entrati, difficilmente escono: l'unico modo per neutralizzarli è riconoscerli prima che si impossessino di noi... Spargi la parola!
Forse non sei cosciente del fatto che il nostro pianeta è abitato da strane entità che hanno la capacità di appropriarsi del corpo delle persone che ci sono più care e vicine. Sono creature viscide, capaci solamente di giudicare, sparare sentenze, buttare negatività, insinuare dubbi: sono chiamati SINAP (Soggetti ad Influenza Negativa su Altre Persone).
I nostri cari vogliono solamente il meglio per noi, vogliono che abbiamo tutto dalla vita e quando ci sentono condividere i nostri sogni e i nostri obiettivi, vorrebbero darci tutto il loro sostegno ed incoraggiamento; ma proprio in quel momento, si attiva il SINAP che è in loro, si impadroniscono della loro mente e tutto ciò che esce dalla loro bocca è negatività, giudizio, stroncamento su tutti i fronti.
I SINAP hanno straordinarie capacità intellettive e sono bravissimi ad argomentare le loro posizioni, facendo spesso ricorso al ricatto morale ed ai sensi di colpa, fino al punto da indurci a mettere in dubbio i nostri sogni.
Un pò come nel film "Invasione degli Ultracorpi", quello è il momento in cui si insinuano nel nostro corpo, dove rimangono dormienti: o fino a quando non cerchiamo di realizzare altri obiettivi - a quel punto siamo autonomi e siamo in grado di distruggerceli da soli, senza l'intervento dei nostri cari -; oppure fino a quando un nostro caro cercherà in noi un sostegno per realizzare un suo progetto: allora daremo tutto il peggio di noi!
Nessuno può dirsi al riparo dai SINAP e una volta entrati, difficilmente escono: l'unico modo per neutralizzarli è riconoscerli prima che si impossessino di noi... Spargi la parola!
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