martedì 11 novembre 2008

Guarda i benefici, non le difficoltà

Raggiungere gli obiettivi non è poi così difficile: lo facciamo tutti i giorni, come ho già detto. Anche il più sfigato del mondo, quello con più complessi di inferiorità di tutti, il più apatico raggiunge quotidianamente gli obiettivi, altrimenti sarebbe morto. Quindi abbiamo tutti questa capacità. Il problema è saperla applicare a ciò che vale davvero la pena, a ciò che potrebbe cambiare la qualità della nostra vita.
Spesso, non riusciamo a raggiungere gli obiettivi a cui più teniamo. Perché? Non perché siano necessariamente più difficili, ma perché sono emotivamente più impegnativi, quindi abbiamo più paura di fallire, emergono le nostre insicurezze, i nostri dubbi... Questi sono alcuni dei più importanti impedimenti:

1. Le influenze esterne ci convincono che è un obiettivo stupido o irrealizzabile
2. La finalità dell'obiettivo è poco chiara
3. Si presentano ostacoli apparentemente insormontabili
4. Manca un reale desiderio di raggiungerlo
5. Va in contrasto coi nostri valori

Possiamo raggruppare tutte queste motivazioni in una sola: il ritorno, i benefici che ne trarremo sono nebulosi; gli ostacoli, invece, sono molto chiari. Ognuno dei suddetti punti merita un approfondimento a parte, ma alla fine tutto si riduce al fatto che non sappiamo davvero quanto lo sforzo valga la candela, quindi desistiamo.
Segui sempre questa regola: se ti sembra che lo sforzo sia eccessivo, è allora che devi insistere. Fatti aiutare dalla prospettiva dei benefici, amplificali, perché l'unica cosa che conta è come la tua vita cambierà in meglio quando avrai raggiunto quell'obiettivo.

venerdì 7 novembre 2008

L'etica fa stare bene

Quello dell'etica è uno degli argomenti che, in assoluto, mi appassiona di più. Lo seguo da diversi anni, soprattutto per il fatto che, in effetti, nessuno sa bene cosa sia. Cosa significa? Comportarsi bene? Fare le cose giuste? Fare il bravo?... Ma chi lo decide cosa sia comportarsi bene o cosa sia giusto e fare il bravo? Da un paese all'altro o perfino da una città all'altra, talvolta, le cose possono cambiare anche di molto, sei d'accordo?
Io ritengo che l'etica debba essere qualcosa di universale e di non opinabile e poiché gli standard morali di un popolo sono dettati dalla sua cultura, fare il bravo non ha niente a che fare con l'etica. Riguarda, sì, il comportamento umano, ma alla luce di leggi universali, sistemiche, violate le quali causiamo danni a noi stessi ed agli altri.
Potrei andare avanti per giorni a parlare di questo, ma il tema di oggi è l'autostima ed il suo rapporto con l'etica. Perché? In che modo le due cose sono legate? Se è vero che l'etica è legata al misterioso funzionamento del Creato (che più banalmente definisco Natura), e che l'uomo ne è parte integrante, questi due elementi sono per forza di cosa legati. Noi siamo esseri intimamente etici, e quando operiamo in senso contrario all'etica, è come se strappassimo qualcosa dentro di noi. Io sono fortemente convinto che ogni malessere dell'uomo parta proprio da questo e quando un uomo non si sente a posto con se stesso, la sua autostima traballa.
Non è facile vivere secondo etica, ma è l'unica via percorribile per stare bene con se stessi .

giovedì 6 novembre 2008

Osa desiderare!

Mi rendo sempre di più conto che nella crescita personale, la cosa più difficile da fare è desiderare. Sono quotidianamente in contatto con persone che decidono di mettersi in discussione, disposte a fare sacrifici per cambiare la loro vita, ad investire tempo e denaro per crescere e migliorare... eppure fanno una fatica incredibile quando si tratta di desiderare. Qualcosa che dovrebbe venirci naturale e spontaneo è invece uno dei muri psicologici più invalicabili. E la cosa peggiore è che non possiamo crescere se non desideriamo.
Quando eravamo bambini, desiderare era normale amministrazione e quando non riuscivamo ad avere quello che volevamo, facevamo i capricci e ci impuntavamo. Allora ci veniva detto che non è così che si fa, che non si può avere tutto, che è inopportuno fare tante storie, che è perfino peccaminoso! Prima o poi, queste cose entrano nella testa e te le porti dietro tutta la vita.
Non dico che dobbiamo dare tutto, ai nostri figli, anzi; ma a mio avviso, riconoscere il limite tra un sano desiderio ed un capriccio bell'e buono è forse l'aspetto in assoluto più difficile dell'essere genitore.
Ora, però siamo adulti. Abbiamo - o dovremmo avere - una chiara idea di ciò che distingue un desiderio costruttivo da uno narcisistico. Allora è il momento di osare desiderare, di sbarazzarci dei sensi di colpa, della vergogna, del senso di inadeguatezza, di tutto ciò che ci fa concludere di non essere meritevoli. Non solo siamo meritevoli, ma abbiamo il DIRITTO di avere il meglio dalla vita.
Sempreché lo desideriamo davvero...

mercoledì 5 novembre 2008

Le tue debolezze sono il tuo migliore alleato

Abbiamo paura delle nostre debolezze, ce ne vergognamo, eppure sono quelle le chiavi al nostro successo.
Ma attenzione: non sono le nostre debolezze in quanto tali a crearci disagio, bensì le nostre convinzioni errate, che ci fanno vedere le nostre debolezze come qualcosa di negativo. E allora, cosa succede? Le copriamo, le proteggiamo e quindi... le manteniamo. Il nostro ego fa un buon lavoro, qui. Ci vuole impedire di mostrare le nostre vulnerabilità affinché gli altri non le vedano, non le giudichino, non se ne approfittino. Ma così blocchiamo la nostra crescita.
Un pò come una mamma chioccia, sempre pronta a difendere il suo piccolino, a coprirlo come un astronauta perché non prenda il raffreddore: lei crede che lui sia debole e vuole impedirgli che si ammali. Allo stesso modo, il nostro ego vuole farci credere che le nostre debolezze siano un male e fa di tutto per impedirci di fare i conti con esse.
Ma i bambini DEVONO prendere il raffreddore se vogliono rafforzare il loro sistema immunitario; e così anche noi dobbiamo fare i conti con le nostre debolezze se vogliamo rafforzare il nostro sistema immunitario emozionale. Ed il modo migliore per farlo e guardarle in faccia, anche se il nostro ego ci lancerà segnali di vergogna per impedircelo. Ma va bene, perché quella vergogna è la molla di cui abbiamo bisogno per desiderare di superare le nostre carenze.
Questo significa crescere.

Sapere dove ti trovi per sapere dove andare

La prosperità, l'abbondanza riguarda il nostro desiderio. Non ho mai conosciuto nessuno che vivesse nella prosperità e che non avesse un profondo desiderio di avere tutto dalla vita. Certo, tutti vogliono tutto, ma dire "tutto" o "niente" è praticamente la stessa cosa se non sai cosa vuoi, esattamente . Tuttavia, per sapere cosa si vuole, occorre prima di tutto sapere cosa manca.
Il tuo stato attuale, la situazione nella quale ti trovi ora, è uno stato di carenza e se non sei pronto ad ammetterlo, se permetti al tuo ego di negare questa realtà per proteggerti dal dolore della consapevolezza di questa carenza, non conoscerai mai la prosperità: è il prezzo (il primo) che la vita ti chiede di pagare per vivere nell'abbondanza.
Chiunque abbia avuto grandi fortune, dalla vita (fortune guadagnate, ovviamente, non ereditate), ad un certo punto si è messo in contatto con il proprio stato attuale e non è stata un'illuminazione piacevole; ma è stata anche la miccia che ha acceso la fiamma del desiderio e che ha spinto queste persone a perseguire il loro successo.
Devi sapere dove ti trovi prima di sapere dove andare. La prosperità non riguarda solo il denaro, ma tutte le sfere della tua vita. Prima di dire nella mia vita va tutto bene!, abbi il coraggio di guardare in faccia la tua realtà e di ammettere che c'è ancora ampio margine di miglioramento in ogni area.
Comunque, se decidi di non farlo, se sei convinto che nella vita bisogna accontentarsi, non c'è problema: il premio di consolazione è una vita così così . Meglio di niente

lunedì 3 novembre 2008

Condividi le tue opinioni

Ricevo quasi ogni giorno e-mail con commenti e feedback sulle Messe a Punto Quotidiane da parte di molti affezionati lettori, commenti che apprezzo molto soprattutto per i loro contenuti. Mi spiace, però, che non vengano condivisi con altre persone.
Forse non tutti sanno che esiste un blog a cui si può accedere cliccando sul link che si trova a calce di tutte le messe a punto. E' molto facile usarlo: basta aprire un account che richiede solamente la tua e-mail ed una password. Tutto qui.
Il blog viene aggiornato quotidianamente con l'aggiunta dell'articolo che si riferisce alla messa a punto di quel giorno e sarebbe bello se chi si sente di dire qualcosa, commentare o magari anche criticare possa farlo pubblicamente. Così come non scrivo le messe a punto solo per me stesso, vorrei che anche i tuoi contributi potessero apparire pubblicamente, perché in questo modo contribuiamo tutti ad arricchire il blog che è focalizzato sulla crescita personale, cosa di cui c'è grande bisogno e di cui ci sarà sempre più bisogno nel prossimo futuro.
Ti ringrazio sin d'ora per la tua collaborazione ed i tuoi attestati di stima, con l'augurio che (come diceva la scritta sulla tomba di quel vescovo anglicano) insieme si possa migliorare noi stessi e ciò che ci sta attorno, dalla famiglia, alla comunità, alla società e, chissà, il mondo!

Giù la maschera

Oggi è Halloween, l'ennesima festa importata da oltreoceano (della serie: ogni scusa e buona per divertirsi... ma va bene!) di cui, però, pochi conoscono il senso e l'origine. Il 31 ottobre, nella tradizione celtica prima ed anglosassone poi (anche se pare che abbia perfino origini romane!), ha sempre rappresentato un giorno infausto, negativo, in cui al Male veniva concesso di imperversare, la notte prima di Ognissanti.
La gente dei villaggi, allora, indossava maschere e si travestiva da creature paurose per spaventare gli spiriti maligni.Per molte persone, purtroppo, Halloween dura tutta la vita. Per cacciare i propri dèmoni interiori, indossano maschere spaventose al fine di lenire le proprie paure ed i propri dolori. Certo, è facile fare riferimenti ovvi alla maschera del pedofilo, dell'assassino, dell'avaro, del corrotto... ma ci sono maschere anche meno appariscenti, che tuttavia allontanano solo le persone care, senza spaventare minimamente i dèmoni interiori.
Sono la maschera dell'orgoglioso, del timido, del prevaricatore, dell'indifferente, della vittima, dell'apatico, del pigro, dell'iroso, del presuntuoso, dell'invidioso... Rimuovi Halloween dalla tua vita, togli la maschera ed affronta i tuoi demoni con la forza della verità e della fede nella Luce dell'alba che sta al di là del buio più fitto.
Che Halloween, come per i bambini, possa per te essere solo una festa di gioia e di divertimento che arriva una volta l'anno.