E’ da sempre guerra fra queste due grandi fazioni dell’umanità: i pessimisti, che vedono sempre tutto nero; e gli ottimisti che al contrario vedono tutto rosa... Ah, e poi ci sono i cosiddetti realisti, che altri non sono che pessimisti con il bisogno di giustificarsi. Ma alla fine, chi ha ragione?
Nessuno!
Dire che le cose andranno bene è sbagliato quanto dire che andranno male. Le cose non vanno: le cose sono! Le diverse situazioni non devono prendere una certa piega, non devono evolversi in un modo o nell’altro. Le situazioni sono solo ed unicamente quelle che stai vivendo ed avere un atteggiamento positivo non significa sperare che vadano bene, bensì cogliere all’istante ciò che di buono, di positivo e di costruttivo presentano.
Siamo in una crisi. I pessimisti dicono che durerà anni. Gli ottimisti dicono che è solo questione di mesi. Il positivo, invece, si chiede quali vantaggi può trarre da questa situazione per se stesso e gli altri, ORA!
venerdì 19 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
Mettiti sotto pressione
Ti piace essere messo sotto pressione? Solitamente, a nessuno piace. Eppure, se guardi la storia della tua vita, ti renderai conto che quei pochi o tanti obiettivi che hai raggiunto, li hai raggiunti perché ti sei trovato sotto pressione, solitamente da parte di altri (capi, clienti, moglie, ecc.).
La pressione va bene, benissimo, ma quando è causata da altri o dalle circostanze, alla lunga diventa stressante e tu rimani con solo due scelte: l’esaurimento nervoso o la rinuncia. Siccome, però, non amiamo la pressione, tendiamo a procrastinare, fino a quando non ci troviamo a dover rimediare all’ultimo minuto o, peggio, non ci lasciamo scappare l’opportunità.
Ma che controllo abbiamo, così, della nostra vita? Dobbiamo imparare a porci obiettivi più “ambiziosi”, con delle scadenze che sfidano la nostra area di conforto e quindi tenere il passo.
Metterci costantemente sotto pressione è l’unico modo per ottenere ciò che vogliamo veramente.
La pressione va bene, benissimo, ma quando è causata da altri o dalle circostanze, alla lunga diventa stressante e tu rimani con solo due scelte: l’esaurimento nervoso o la rinuncia. Siccome, però, non amiamo la pressione, tendiamo a procrastinare, fino a quando non ci troviamo a dover rimediare all’ultimo minuto o, peggio, non ci lasciamo scappare l’opportunità.
Ma che controllo abbiamo, così, della nostra vita? Dobbiamo imparare a porci obiettivi più “ambiziosi”, con delle scadenze che sfidano la nostra area di conforto e quindi tenere il passo.
Metterci costantemente sotto pressione è l’unico modo per ottenere ciò che vogliamo veramente.
Etichette:
obiettivi,
pressione,
procrastinazione
Parla come pensi
Non so se ci hai mai fatto caso, ma com’è che pensi? Nel preciso istante in cui hai letto questa domanda, cos’ha iniziato a fare la tua mente? Esatto, ha cominciato a porsi a sua volta la domanda internamente ed il tuo sistema di credo si è attivato per dare una risposta in funzione del database disponibile. Per dirla in altre parole, hai attivato una comunicazione interna.
Ora, se pensare è comunicare, cosa succede quando comunichiamo con gli altri? Attiviamo un pensiero, ma un pensiero sociale, con la sola differenza che anziché esserci un solo cervello coinvolto, il tuo, ce ne sono almeno due, con almeno due sistemi di credo al lavoro... Riesci ad intuirne il potenziale?
E’ questa la forza della comunicazione e, al tempo stesso, la sua debolezza. Così come puoi debilitare la tua mente con un dialogo interno negativo, allo stesso modo puoi annullare gli enormi benefici di una sinergia che attivi attraverso il pensiero sociale per colpa di una comunicazione negativa ed egocentrica.
La vera domanda è: come posso usare la comunicazione per attivare un pensiero sociale creativo?
Ora, se pensare è comunicare, cosa succede quando comunichiamo con gli altri? Attiviamo un pensiero, ma un pensiero sociale, con la sola differenza che anziché esserci un solo cervello coinvolto, il tuo, ce ne sono almeno due, con almeno due sistemi di credo al lavoro... Riesci ad intuirne il potenziale?
E’ questa la forza della comunicazione e, al tempo stesso, la sua debolezza. Così come puoi debilitare la tua mente con un dialogo interno negativo, allo stesso modo puoi annullare gli enormi benefici di una sinergia che attivi attraverso il pensiero sociale per colpa di una comunicazione negativa ed egocentrica.
La vera domanda è: come posso usare la comunicazione per attivare un pensiero sociale creativo?
Etichette:
comunicazione,
dialogo interno,
pensiero
mercoledì 10 dicembre 2008
Scegli la via di mezzo
Il cambiamento ti colloca solitamente in uno di due stati mentali. Se hai scarso controllo sul cambiamento, è facile che ti ritrovi in uno stato di ansia (che può arrivare fino al panico); se hai troppo controllo, è probabile che tu viva in uno stato di stagnazione. Nessuno di questi due stati, però, favorisce la tua crescita, che è ciò a cui serve il cambiamento.
Lo stato di crescita è una fascia di tensione che si trova a cavallo tra gli stati d'ansia e di stagnazione ed è possibile solamente quando sei tu a provocare il cambiamento. Così, ti trovi comunque a sfondare la tua area di conforto, senza però mai provare ansia, poiché tu crei gli eventi.
Qual è quella cosa che sai di dover cambiare oggi? Qualcosa che non ti sia troppo facile fare, ma che comunque non ti crei ansia... In questo modo cominci ad assumere il controllo della tua vita.
Lo stato di crescita è una fascia di tensione che si trova a cavallo tra gli stati d'ansia e di stagnazione ed è possibile solamente quando sei tu a provocare il cambiamento. Così, ti trovi comunque a sfondare la tua area di conforto, senza però mai provare ansia, poiché tu crei gli eventi.
Qual è quella cosa che sai di dover cambiare oggi? Qualcosa che non ti sia troppo facile fare, ma che comunque non ti crei ansia... In questo modo cominci ad assumere il controllo della tua vita.
Etichette:
ansia,
cambiamento,
crescita,
stagnazione
martedì 9 dicembre 2008
Differénziati!
La vendita è molto cambiata negli ultimi dieci-venti anni. Oggi, più delle solite tecniche di vendita può fare la capacità del venditore di creare un forte impatto, affinché la persona si ricordi di lui.
Gli antichi lo avevano già intuito e c'era un famoso filosofo greco (non so se Socrate o Platone o Aristotele) che quando voleva assicurarsi che un suo allievo si ricordasse di una cosa importante, dopo averla detta gli mollava uno sganassone. Credimi: difficile dimenticarsene!
Certo, oggi non possiamo emulare i nostri vecchi saggi, ma possiamo lo stesso creare un impatto, dare uno sganassone "mentale", attraverso un'arma straordinaria: il contrasto. In altre parole, devi differenziarti da tutti gli altri.
Come ti distingui dagli altri venditori, soprattutto tuoi concorrenti? Di te, del tuo prodotto/servizio, dell'azienda che rappresenti... cosa c'è di unico ed esclusivo? Trova quel qualcosa, quell'unico fattore che fa la differenza e la tua vendita prenderà pieghe inaspettate.
Gli antichi lo avevano già intuito e c'era un famoso filosofo greco (non so se Socrate o Platone o Aristotele) che quando voleva assicurarsi che un suo allievo si ricordasse di una cosa importante, dopo averla detta gli mollava uno sganassone. Credimi: difficile dimenticarsene!
Certo, oggi non possiamo emulare i nostri vecchi saggi, ma possiamo lo stesso creare un impatto, dare uno sganassone "mentale", attraverso un'arma straordinaria: il contrasto. In altre parole, devi differenziarti da tutti gli altri.
Come ti distingui dagli altri venditori, soprattutto tuoi concorrenti? Di te, del tuo prodotto/servizio, dell'azienda che rappresenti... cosa c'è di unico ed esclusivo? Trova quel qualcosa, quell'unico fattore che fa la differenza e la tua vendita prenderà pieghe inaspettate.
Etichette:
contrasto,
distinguersi,
vendita
venerdì 5 dicembre 2008
Perché cerchi quello che hai già?
Tutte le persone cercano il successo e chi dice che a lui/lei il successo non interessa sta mentendo spudoratamente. Ma hai notato che le persone di successo sono quelle che continuano ad avere successo e chi non riesce ad averlo continua a fallire?
Questo ci dice che il successo si costruisce sul successo, ma giustamente ti chiederai: "Come si fa, allora, ad avere successo se non lo si è mai avuto prima?" E qui sta l'errore! Noi siamo già persone di successo: siamo riusciti a nascere, a crescere, affrontiamo ostacoli tutti i giorni, ci ammaliamo e guariamo, alleviamo figli e centinaia di altre cose... Cosa ti fa pensare che sia scontato tutto questo? Come fai a produrre successo se ti senti inadeguato e povero?
Oggi ti propongo un esercizio mentale difficilissimo: soffermati su almeno tre cose che fai bene, o che sono difficili da fare, ma che tu hai fatto e che fino ad oggi hai preso per scontato. Ce ne sono decine, ma io te ne chiedo solo tre. Fanne tesoro e gioisci . Poi domani trovane altre tre (non le stesse) e poi ancora tre per una decina di giorni. Ti assicuro che non penserai più a cercare il successo: tutt'al più a rafforzarlo!
Questo ci dice che il successo si costruisce sul successo, ma giustamente ti chiederai: "Come si fa, allora, ad avere successo se non lo si è mai avuto prima?" E qui sta l'errore! Noi siamo già persone di successo: siamo riusciti a nascere, a crescere, affrontiamo ostacoli tutti i giorni, ci ammaliamo e guariamo, alleviamo figli e centinaia di altre cose... Cosa ti fa pensare che sia scontato tutto questo? Come fai a produrre successo se ti senti inadeguato e povero?
Oggi ti propongo un esercizio mentale difficilissimo: soffermati su almeno tre cose che fai bene, o che sono difficili da fare, ma che tu hai fatto e che fino ad oggi hai preso per scontato. Ce ne sono decine, ma io te ne chiedo solo tre. Fanne tesoro e gioisci . Poi domani trovane altre tre (non le stesse) e poi ancora tre per una decina di giorni. Ti assicuro che non penserai più a cercare il successo: tutt'al più a rafforzarlo!
giovedì 4 dicembre 2008
Obiettivi etici
Come vedi, parlo molto di etica e non solo perché è un argomento che mi affascina, ma perché sono fermamente convinto che una vita senza etica sia inutile e dannosa per se stessi. Certo, di gente senza scrupoli e che persegue anche obiettivi discutibili ce n'è molta e devi capire se vuoi far parte di quella schiera. Se è così, ciò che ho da dire non ti interesserà.
Io sono convinto che l'uomo sia un essere fondamentalmente etico e fa molta fatica ad agire contro questa sua natura. Certo, le opportunità che può offrire un'occasione "sporca" sono spesso allettanti, ma nel lungo termine non pagano mai. Non perché il crimine non paga, di per sé, ma perché inconsciamente le persone si autosabotano e si mettono nelle condizioni di fallire nelle loro imprese per espiare i loro misfatti.
Se hai degli obiettivi, assicurati che siano etici. Non ti preoccupare di quanto tempo o di quanta fatica dovrai fare per raggiungerlo. I risultati veri si vedono sempre nella distanza
Io sono convinto che l'uomo sia un essere fondamentalmente etico e fa molta fatica ad agire contro questa sua natura. Certo, le opportunità che può offrire un'occasione "sporca" sono spesso allettanti, ma nel lungo termine non pagano mai. Non perché il crimine non paga, di per sé, ma perché inconsciamente le persone si autosabotano e si mettono nelle condizioni di fallire nelle loro imprese per espiare i loro misfatti.
Se hai degli obiettivi, assicurati che siano etici. Non ti preoccupare di quanto tempo o di quanta fatica dovrai fare per raggiungerlo. I risultati veri si vedono sempre nella distanza
mercoledì 3 dicembre 2008
Non cedere!
La riflessione di oggi parte da una situazione che una mia cara amica sta vivendo. ma che credo riguardi molti e cioè: scegliere di lavorare ad ogni costo, magari anche in perdita, o avere il coraggio di rifiutare un lavoro se le condizioni sono svantaggiose?
Questo sarà un dilemma sempre più frequente, in questo periodo di crisi, ma per quanto mi riguarda, non ho dubbi: non cedere al ricatto! Nella newsletter mensile che hai ricevuto, hai visto che per il 2009, ho alzato tutti i prezzi. Credo nel mio lavoro e so quali benefici ne possono avere le persone, ad ogni livello: perché dovrei essere sottopagato? Devi credere nel tuo lavoro e se sei disposto a svenderlo, come pensi che lo valuterà il tuo cliente?
Se il cliente vuole abbassare il prezzo (e lo fa sempre, per default, anche se lavori gratis!), resta sulla tua posizione, oppure contratta, chiedi sempre una contropartita: non deve mai pensare che sei disposto a calare le braghe, altrimenti per te è finita e, cosa ancora più importante, alla fine lui si sentirà insicuro con te e, paradossalmente, non comprerà (non da te, almeno).
Le leggi della prosperità sono chiare: alla fine, non è mai una questione di prezzo, ma di sicurezza.
Questo sarà un dilemma sempre più frequente, in questo periodo di crisi, ma per quanto mi riguarda, non ho dubbi: non cedere al ricatto! Nella newsletter mensile che hai ricevuto, hai visto che per il 2009, ho alzato tutti i prezzi. Credo nel mio lavoro e so quali benefici ne possono avere le persone, ad ogni livello: perché dovrei essere sottopagato? Devi credere nel tuo lavoro e se sei disposto a svenderlo, come pensi che lo valuterà il tuo cliente?
Se il cliente vuole abbassare il prezzo (e lo fa sempre, per default, anche se lavori gratis!), resta sulla tua posizione, oppure contratta, chiedi sempre una contropartita: non deve mai pensare che sei disposto a calare le braghe, altrimenti per te è finita e, cosa ancora più importante, alla fine lui si sentirà insicuro con te e, paradossalmente, non comprerà (non da te, almeno).
Le leggi della prosperità sono chiare: alla fine, non è mai una questione di prezzo, ma di sicurezza.
Etichette:
contrattare,
crisi,
prosperità,
sconti
martedì 2 dicembre 2008
Promuovere l'abbondanza
Come può un leader guidare altre persone se è imprigionato nelle spire della scarsità? Se è il primo a lamentarsi, a vedere tutto nero, a non voler correre dei rischi...? Tutti siamo capaci di pensare in termini di scarsità, ma da un leader ci si deve aspettare qualcosa di più!
E, a proposito, questa messa a punto riguarda te, non i nostri politici o i nostri capi. La leadership è uno stile di vita, il solo che può renderla efficace; ma se non è improntato all'abbondanza, a cosa serve?
Come tendi a vedere la realtà che stai vivendo? Qual è l'area nella quale ti senti scarso/a : la professione, nei rapporti intimi, con gli amici, nella tua cultura, nel tuo fisico...? Identificala e potenziala: tu puoi fare la differenza per te stesso/a e le persone che ti sono vicine, in ogni ambito.
E, a proposito, questa messa a punto riguarda te, non i nostri politici o i nostri capi. La leadership è uno stile di vita, il solo che può renderla efficace; ma se non è improntato all'abbondanza, a cosa serve?
Come tendi a vedere la realtà che stai vivendo? Qual è l'area nella quale ti senti scarso/a : la professione, nei rapporti intimi, con gli amici, nella tua cultura, nel tuo fisico...? Identificala e potenziala: tu puoi fare la differenza per te stesso/a e le persone che ti sono vicine, in ogni ambito.
lunedì 1 dicembre 2008
Io perdo, tu perdi
Ricordo le mie prime cotte, totalmente perso per una ragazza che mi sembrava una dea. E lei che fa? Mi respinge! Inaudito! Naturalmente, io stavo da cani e cosa facevo per tirarmi un pò su? Quello che fanno un pò tutti, cioè cercavo di buttare giù lei. I suoi splendidi occhi azzurri diventavano da pesce lesso, le gambe ora erano storte, le puzzava il fiato ed aveva anche qualche cenno di cellulite...
Sono certo di non parlare solo per me. La verità era che stavo malissimo e l'unico modo che conoscevo per illudermi di stare meglio era impallinare mentalmente l'altra. Il mio dolore non stava nel fatto che mi avesse respinto, ma cosa mi dicevo in proposito, cioè che ero inadeguato, che nessuna donna si sarebbe interessata a me, ecc. Io ero un perdente e quindi, ai miei occhi, doveva diventare perdente anche lei... Anziché cercare di capire come migliorare e diventare migliore (per me, prima ancora che per lei), rafforzavo il mio lato perdente, confermando la mia bassa autostima, rifacendomi su di lei.
Purtroppo, molta gente fa lo stesso sbaglio quando non si sente a posto. Occorre rompere questo schema, cercando il meglio in se stessi e negli altri.
Sono certo di non parlare solo per me. La verità era che stavo malissimo e l'unico modo che conoscevo per illudermi di stare meglio era impallinare mentalmente l'altra. Il mio dolore non stava nel fatto che mi avesse respinto, ma cosa mi dicevo in proposito, cioè che ero inadeguato, che nessuna donna si sarebbe interessata a me, ecc. Io ero un perdente e quindi, ai miei occhi, doveva diventare perdente anche lei... Anziché cercare di capire come migliorare e diventare migliore (per me, prima ancora che per lei), rafforzavo il mio lato perdente, confermando la mia bassa autostima, rifacendomi su di lei.
Purtroppo, molta gente fa lo stesso sbaglio quando non si sente a posto. Occorre rompere questo schema, cercando il meglio in se stessi e negli altri.
venerdì 28 novembre 2008
Non avere è meraviglioso!
Voglio tornare sul concetto di AVERE, ma solo per confonderti un pò le idee: Dio non voglia che tu debba mai dire, "Ah, ora ho capito tutto.": sarebbe la fine! Un paio di messe a punto fa dicevo che AVERE viene prima di ESSERE, ma ora dico che NON avere è bello! Un bel paradosso, non trovi?
Eppure questi due concetti non sono così contraddittori fra di loro. Ribadisco quello che ho detto, ma al tempo stesso aggiungo che se HAI già tutto quello che credi di VOLERE, e quindi non ti trovi mai in uno stato di carenza, non puoi desiderare di AVERE di più e, conseguentemente, non potrai mai ESSERE di più!
Accontentarsi di ciò che si HA e si E' è una sciocchezza e non c'è niente di nobile in questo. Assicurati soltanto che ciò che desideri sia davvero ciò di cui hai bisogno per crescere e non soltanto piaceri effimeri: di quelli puoi anche accontentarti.
Eppure questi due concetti non sono così contraddittori fra di loro. Ribadisco quello che ho detto, ma al tempo stesso aggiungo che se HAI già tutto quello che credi di VOLERE, e quindi non ti trovi mai in uno stato di carenza, non puoi desiderare di AVERE di più e, conseguentemente, non potrai mai ESSERE di più!
Accontentarsi di ciò che si HA e si E' è una sciocchezza e non c'è niente di nobile in questo. Assicurati soltanto che ciò che desideri sia davvero ciò di cui hai bisogno per crescere e non soltanto piaceri effimeri: di quelli puoi anche accontentarti.
giovedì 27 novembre 2008
Comunicare sicurezza
Abbiamo bisogno di sentirci costantemente rassicurati. Che le cose andranno bene, che possiamo fidarci, che siamo amati, che siamo considerati... è un bisogno basilare che se dovesse venir meno, a qualsiasi livello, tira fuori il peggio delle persone.
Pertanto, la prima cosa che dobbiamo fare quando comunichiamo è chiederci se ciò che stiamo dicendo rassicura la persona che ci sta davanti. Questo è particolarmente importante nella vendita, ma anche nella "semplice" comunicazione interpersonale. Se vogliamo costruire un rapporto sincero e profondo, basato sulla fiducia, l'altro deve sentirsi sicuro con noi e potrà sentirsi tale solamente se noi siamo trasparenti, se comunichiamo ciò che siamo.
Dove non sei totalmente trasparente? Cosa ti impedisce di esserlo? Cos'è importante che l'altra persona sappia o veda di te affinché si possa sentire sicura e, quindi, fidarsi?
Pertanto, la prima cosa che dobbiamo fare quando comunichiamo è chiederci se ciò che stiamo dicendo rassicura la persona che ci sta davanti. Questo è particolarmente importante nella vendita, ma anche nella "semplice" comunicazione interpersonale. Se vogliamo costruire un rapporto sincero e profondo, basato sulla fiducia, l'altro deve sentirsi sicuro con noi e potrà sentirsi tale solamente se noi siamo trasparenti, se comunichiamo ciò che siamo.
Dove non sei totalmente trasparente? Cosa ti impedisce di esserlo? Cos'è importante che l'altra persona sappia o veda di te affinché si possa sentire sicura e, quindi, fidarsi?
Etichette:
comunicazione,
fiducia,
sicurezza,
trasparenza
mercoledì 26 novembre 2008
AVERE o ESSERE?
Non per riprendere il vecchio (!) quesito di Erich Fromm, ma secondo te, è più importante avere o essere? Essere, giusto?
Allora, cosa determina ciò che sei? La genetica, l'educazione, i tuoi talenti, le esperienze di vita, i sentimenti che ti sono stati trasmessi... tutte cose che hai AVUTO e che porti ancora dentro di te. Capisco che sia poco romantico, ma guardiamo i fatti: AVERE viene prima di ESSERE, poiché ciò che hai avuto e che hai fa di te ciò che sei. Certo, noi possiamo ESSERE tutto ciò che vogliamo... purché ci DIAMO ciò che ci serve per essere ciò che vogliamo.
Cos'hai bisogno di AVERE per diventare la persona che vuoi ESSERE? Più autostima, più amore, più divertimento, più leadership...? Trova il modo di prenderteli, perché chi SEI è determinato da ciò che DAI e non puoi dare ciò che non HAI. Per questo dobbiamo avere prosperità nella nostra vita: non è un lusso, ma un'esigenza del nostro esistere.
Allora, cosa determina ciò che sei? La genetica, l'educazione, i tuoi talenti, le esperienze di vita, i sentimenti che ti sono stati trasmessi... tutte cose che hai AVUTO e che porti ancora dentro di te. Capisco che sia poco romantico, ma guardiamo i fatti: AVERE viene prima di ESSERE, poiché ciò che hai avuto e che hai fa di te ciò che sei. Certo, noi possiamo ESSERE tutto ciò che vogliamo... purché ci DIAMO ciò che ci serve per essere ciò che vogliamo.
Cos'hai bisogno di AVERE per diventare la persona che vuoi ESSERE? Più autostima, più amore, più divertimento, più leadership...? Trova il modo di prenderteli, perché chi SEI è determinato da ciò che DAI e non puoi dare ciò che non HAI. Per questo dobbiamo avere prosperità nella nostra vita: non è un lusso, ma un'esigenza del nostro esistere.
Etichette:
avere,
essere,
Fromm,
prosperità
martedì 25 novembre 2008
Fa vedere chi sei!
La leadership non è qualcosa che tieni in cassaforte. Se non la esprimi è come se non esistesse... e sarebbe un peccato, perché c'è una gran fame di leadership autentica in giro.
Se ritieni di sapere o saper fare qualcosa che possa essere di beneficio ad altri, hai il dovere di divulgarlo: innanzitutto con l'esempio, ma se necessario, anche con le parole. Non devi essere né un grande oratore, né particolarmente istruito, né di un certo livello sociale. Devi solamente essere convinto della bontà di ciò che hai da dare e di come gli altri ne beneficeranno.
Comincia dal piccolo, dalla tua famiglia. Senza pontificare, cosa hai da offrirle ed in che modo ne trarrà vantaggio? Poi impegnati a portare avanti il tuo progetto. La leadership inizia da qui.
Se ritieni di sapere o saper fare qualcosa che possa essere di beneficio ad altri, hai il dovere di divulgarlo: innanzitutto con l'esempio, ma se necessario, anche con le parole. Non devi essere né un grande oratore, né particolarmente istruito, né di un certo livello sociale. Devi solamente essere convinto della bontà di ciò che hai da dare e di come gli altri ne beneficeranno.
Comincia dal piccolo, dalla tua famiglia. Senza pontificare, cosa hai da offrirle ed in che modo ne trarrà vantaggio? Poi impegnati a portare avanti il tuo progetto. La leadership inizia da qui.
lunedì 24 novembre 2008
Nevica: che bello!... O no...?
Sii onesto: qual è stata la tua prima reazione, questa mattina, quando hai visto le strade innevate? E' stato un: "Ooooooh, che bello, la neve. Fantastico!", oppure un: "Dannazione, avevo un appuntamento e ci mancava solo questa stramaledetta neve! Non ho nemmeno messo su le gomme termiche!"... O ancora, dapprima hai esultato e poi ti sei lasciato prendere lentamente dalla negatività al pensiero dei problemi che la neve può dare.
Noi vorremmo che la vita fosse sempre senza imprevisti, fa parte della nostra natura, ed accettare il cambiamento è meno facile di quanto sembri. Diciamo le cose come stanno: il bambino che è dentro di te è andato in visibilio alla vista della neve, ma poi la razionalità, i problemi, il dover affrontare la dura realtà ha preso il sopravvento.
Lascia che le cose siano, oggi, non cercare di mantenere il controllo a tutti i costi e segui il flusso degli eventi. Goditela oggi. Se questa neve ti consente di uscire, okay, sennò te ne stai a casa a fare un pupazzo di neve e a divertirti come forse non succedeva da tempo. Fallirai se manchi ad un apputamento?
Noi vorremmo che la vita fosse sempre senza imprevisti, fa parte della nostra natura, ed accettare il cambiamento è meno facile di quanto sembri. Diciamo le cose come stanno: il bambino che è dentro di te è andato in visibilio alla vista della neve, ma poi la razionalità, i problemi, il dover affrontare la dura realtà ha preso il sopravvento.
Lascia che le cose siano, oggi, non cercare di mantenere il controllo a tutti i costi e segui il flusso degli eventi. Goditela oggi. Se questa neve ti consente di uscire, okay, sennò te ne stai a casa a fare un pupazzo di neve e a divertirti come forse non succedeva da tempo. Fallirai se manchi ad un apputamento?
Etichette:
cambiamento,
divertimento,
imprevisti
venerdì 21 novembre 2008
Sono gli altri a darti la carica
Quando cerchiamo di realizzare un progetto, solitamente siamo noi i soli beneficiari dei risultati che speriamo di avere. Finché le cose vanno bene, ci sentiamo carichi ed energizzati; ma quando si presentano i primi intoppi, proprio perché siamo focalizzati solo su di noi, ci abbattiamo.
Facci caso: le cose più grandi ed importanti sono sempre state realizzate da una grande persona, ma perché metteva al centro del suo interesse gli altri. Non faceva niente solo per sé, ma perché altri ne beneficiassero e per questo riusciva a superare gli inevitabili momenti di crisi.
Se hai dei progetti importanti da realizzare, non riguarda solo te. Cerca di capire come gli altri ne potranno beneficiare e lascia che sia questo pensiero a darti la carica.
Facci caso: le cose più grandi ed importanti sono sempre state realizzate da una grande persona, ma perché metteva al centro del suo interesse gli altri. Non faceva niente solo per sé, ma perché altri ne beneficiassero e per questo riusciva a superare gli inevitabili momenti di crisi.
Se hai dei progetti importanti da realizzare, non riguarda solo te. Cerca di capire come gli altri ne potranno beneficiare e lascia che sia questo pensiero a darti la carica.
Etichette:
altruismo,
energia,
motivazione
giovedì 20 novembre 2008
Riprendi il controllo
Avere un atteggiamento positivo vero non è una questione di carattere, di educazione o di autocondizionamento. E' una scelta basata su fatti concreti. C'è solo una cosa che distingue colui che ha un atteggiamento negativo da chi ce l'ha invece positivo... e non riguarda gli eventi. Il primo ritiene di non poter far fronte alle vicissitudini della vita; il secondo è convinto di sì.
Non si tratta, però, di una convinzione campata in aria, bensì parte dalla volontà di prendere il controllo degli eventi. Il "negativo" dà forza agli eventi e conclude di non aver alcun potere su di essi. Il positivo dà forza a se stesso, valuta l'evento per quello che è e prende le contromisure, assumendo il controllo.
Qualunque sia la sfida che devi affrontare, non lasciarti bloccare da ciò che non puoi fare, ma analizza attentamente l'ostacolo e cerca di capire come lo puoi aggredire: hai le risorse per farlo.
Non si tratta, però, di una convinzione campata in aria, bensì parte dalla volontà di prendere il controllo degli eventi. Il "negativo" dà forza agli eventi e conclude di non aver alcun potere su di essi. Il positivo dà forza a se stesso, valuta l'evento per quello che è e prende le contromisure, assumendo il controllo.
Qualunque sia la sfida che devi affrontare, non lasciarti bloccare da ciò che non puoi fare, ma analizza attentamente l'ostacolo e cerca di capire come lo puoi aggredire: hai le risorse per farlo.
Etichette:
atteggiamento,
negatività,
positività,
sfida
mercoledì 19 novembre 2008
Perseverare, non ostinarsi
Riporto di seguito un breve commento di una lettrice a proposito di una messa a punto che diceva di insistere quando si presentano gli ostacoli.
"Ho letto la nota quotidiana sugli obiettivi, come il solito l'ho trovata interessante e vera, però non avevo mai considerato il fatto di insistere se lo sforzo appare eccessivo. Devo pensarci su..."
Siccome offre uno spunto interessante, voglio condividere con te la mia risposta:
Non ti so dire perché, ma pare proprio che un modo sicuro per sapere se stai perseguendo l'obiettivo giusto è verificare che non sia troppo facile, anzi. Forse avrai sentito parlare di Randy Pausch, quel professore americano morto di cancro qualche mese fa. Ha passato l'ultimo anno della sua vita in giro per le Università americane a dare lezioni di vita (è anche uscito un suo libro postumo e comunque ci sono bei filmati su internet, su Youtube, su questi seminari, anche con traduzione in italiano: vale la pena dare un'occhiata). Bene, Pausch diceva che gli ostacoli hanno un loro scopo preciso: sono lì per aiutarci a capire quanto sia veramente per noi importante il nostro obiettivo!
Concordo in pieno!
Ma forse il tuo dubbio è un altro: come faccio a distinguere tra perseveranza e ostinazione? Dico bene? Entrambi si focalizzano sull'obiettivo, ma l'approccio è diverso. L'ostinato insiste su un'unica strategia: naturalmente, se la strategia è sbagliata, continuerà ad ottenere sempre gli stessi risultati negativi e sta perdendo tempo. Il perseverante, invece, è disponibile a cambiare strategia quando non ottiene i risultati sperati. Quando ti poni un obiettivo, devi solo accertarti di due cose per sapere se vale la pena perseguirlo: che sia frutto di un profondo desiderio e che sia etico. Accertato questo, vai, procedi con un senso di fede e di certezza: presto le difficoltà spariranno.
"Ho letto la nota quotidiana sugli obiettivi, come il solito l'ho trovata interessante e vera, però non avevo mai considerato il fatto di insistere se lo sforzo appare eccessivo. Devo pensarci su..."
Siccome offre uno spunto interessante, voglio condividere con te la mia risposta:
Non ti so dire perché, ma pare proprio che un modo sicuro per sapere se stai perseguendo l'obiettivo giusto è verificare che non sia troppo facile, anzi. Forse avrai sentito parlare di Randy Pausch, quel professore americano morto di cancro qualche mese fa. Ha passato l'ultimo anno della sua vita in giro per le Università americane a dare lezioni di vita (è anche uscito un suo libro postumo e comunque ci sono bei filmati su internet, su Youtube, su questi seminari, anche con traduzione in italiano: vale la pena dare un'occhiata). Bene, Pausch diceva che gli ostacoli hanno un loro scopo preciso: sono lì per aiutarci a capire quanto sia veramente per noi importante il nostro obiettivo!
Concordo in pieno!
Ma forse il tuo dubbio è un altro: come faccio a distinguere tra perseveranza e ostinazione? Dico bene? Entrambi si focalizzano sull'obiettivo, ma l'approccio è diverso. L'ostinato insiste su un'unica strategia: naturalmente, se la strategia è sbagliata, continuerà ad ottenere sempre gli stessi risultati negativi e sta perdendo tempo. Il perseverante, invece, è disponibile a cambiare strategia quando non ottiene i risultati sperati. Quando ti poni un obiettivo, devi solo accertarti di due cose per sapere se vale la pena perseguirlo: che sia frutto di un profondo desiderio e che sia etico. Accertato questo, vai, procedi con un senso di fede e di certezza: presto le difficoltà spariranno.
Etichette:
ostacoli,
ostinazione,
Pausch,
perseveranza
martedì 18 novembre 2008
Sii all'altezza!
Molte persone si chiedono perché hanno problemi a comunicare. La comunicazione è fatta di tre aspetti fondamentali: uno scopo, cioè deve avere una finalità; la tecnica, cioè esistono modi di porti con l'altro (linguaggio verbale, non verbale, rapport, ecc.); e un'emotività , cioè il tipo di rapporto che hai con l'altra persona. Se uno di questi tre aspetti viene disatteso, la comunicazione ne soffre.
Tuttavia, io ritengo che l'ultimo aspetto, quello emozionale, sia quello più importante. Se io mi sento al di sopra o al di sotto del mio interlocutore, non esiste una vera comunicazione: la comunicazione funziona solo se si sta parlando fra "simili". La maggior parte dei conflitti avviene per questo motivo: il padre che parla al figlio dall'alto del suo ruolo, ovvero un dipendente che parla al suo capo dal basso della sua posizione.
Fai mente locale sui rapporti conflittuali nella tua vita e sulla posizione che stai occupando nei confronti dell' altro. Cosa puoi fare per rendere la tua comunicazione "alla pari"?
Tuttavia, io ritengo che l'ultimo aspetto, quello emozionale, sia quello più importante. Se io mi sento al di sopra o al di sotto del mio interlocutore, non esiste una vera comunicazione: la comunicazione funziona solo se si sta parlando fra "simili". La maggior parte dei conflitti avviene per questo motivo: il padre che parla al figlio dall'alto del suo ruolo, ovvero un dipendente che parla al suo capo dal basso della sua posizione.
Fai mente locale sui rapporti conflittuali nella tua vita e sulla posizione che stai occupando nei confronti dell' altro. Cosa puoi fare per rendere la tua comunicazione "alla pari"?
Etichette:
comunicazione,
conflitti,
linguaggi
lunedì 17 novembre 2008
Parla alla persona che hai davanti
La prima regola della comunicazione persuasiva è quella di parlare alla e della persona che hai davanti, ma soprattutto, lasciarla parlare di sé, magari facendole delle domande che la inducano ad aprirsi. Diciamo le cose come stanno: ognuno di noi è la persona più importante del mondo per noi stessi e quando troviamo qualcuno che sembra genuinamente interessato a noi, beh, è straordinario, non trovi?
Ma cosa c'entra, questo, con la persuasione, ti chiederai? Dimmi, chi sarai più disposto a seguire: chi continua a parlarti di sé o chi, invece, è interessato a te? Quasi una domanda retorica, eppure, ci casca la maggior parte della gente. Se vuoi persuadere una persona ad agire in un certo modo, lei deve sentire che lo sta facendo per se stessa, non per te, ed avrà questa sensazione solo se si fiderà di te e si fiderà di te solo se vede che tu sei interessato a lei.
Falle presente i benefici che avrà, non parlandole in senso generico, ma di ciò che lei otterrà facendo determinate scelte. Non dirle, ad esempio, "La gente che va in montagna gode di buona salute", ma piuttosto "La montagna ti farà sentire rigenerato e pieno di energia!".
La persuasione è la capacità di indurre una persona ad agire per il suo beneficio.
Ma cosa c'entra, questo, con la persuasione, ti chiederai? Dimmi, chi sarai più disposto a seguire: chi continua a parlarti di sé o chi, invece, è interessato a te? Quasi una domanda retorica, eppure, ci casca la maggior parte della gente. Se vuoi persuadere una persona ad agire in un certo modo, lei deve sentire che lo sta facendo per se stessa, non per te, ed avrà questa sensazione solo se si fiderà di te e si fiderà di te solo se vede che tu sei interessato a lei.
Falle presente i benefici che avrà, non parlandole in senso generico, ma di ciò che lei otterrà facendo determinate scelte. Non dirle, ad esempio, "La gente che va in montagna gode di buona salute", ma piuttosto "La montagna ti farà sentire rigenerato e pieno di energia!".
La persuasione è la capacità di indurre una persona ad agire per il suo beneficio.
Etichette:
benefici,
comunicazione,
persuasione
Iscriviti a:
Post (Atom)